Come scegliere l’ETF perfetto: gli 8 elementi da tenere a mente (guida)

Avete deciso che l’investimento in ETF (Exchange Traded Fund) sia l’investimento più adatto al vostro profilo di investitore, grazie agli enormi vantaggi che esso propone come il basso di rischio, un piccolo capitale per iniziare ad investire e soprattutto l’alta diversificazione. Ma quale ETF scegliere tra tutti quelli a disposizione? Infatti vi sono migliaia di ETF ai quali è possibile accedere e iniziare ad investire, ma solo una piccola parte di essi sono quelli che ci interessano veramente.

Vediamo insieme come si può scegliere un buon ETF e di quali requisiti deve disporre per poter essere considerato un ottimo investimento.

1 Età del fondo

L’età del nostro ETF è uno degli aspetti più importanti da considerare quando andiamo a scegliere il nostro fondo. Un buon ETF infatti, deve essere sul mercato da abbastanza tempo per permetterci di analizzare meglio i rendimenti passati e confrontarli con quelli dell’indice di riferimento. Inoltre una buona longevità del fondo, sarà anche un buon indicatore dell’affidabilità del nostro ETF. Molti ETF infatti finiscono per chiudere dopo pochi anni di mercato, scegliendone uno con almeno 5 anni di anzianità è il primo punto da verificare per scegliere un buon ETF.

2 Il tipo di replica dell’ETF: replice fisica o sintetica.

Gli ETF si dividono principalmente in due categorie: ETF a replica fisica o ETF a replica sintetica.

L’ETF a replica fisica va a comprare la stessa quantità e lo stesso peso delle azioni dell’indice a cui fa riferimento. Se per esempio il nostro ETF replica l’indice dell’ S&P500, al suo interno troveremo le stesse azioni di tale indice, con le stesse percentuali di composizione. In alternativa, un ETF a replica sintetica, possiederà al suo interno una selezione di tali aziende, in modo da selezionare soltanto quelle con il peso maggiore. In questo modo però l’andamento del nostro ETF si discosterà dall’andamento dell’indice di riferimento. L’ETF a replica sintetica può essere molto utile per quanto riguarda l’acquisto di indici poco liquidi e che presentano commissioni alte, di questo ne ho già parlato in un altro articolo nel quale spiego meglio cosa è un ETF e come funziona. Per chi intende quindi avere la massima diversificazione e fedeltà di replica, la scelta migliore da fare è quella di optare per un ETF a replica fisica.

3 La dimensione del fondo

Un’altra caratteristica molto importante da tenere sott’occhio è la dimensione del fondo. È sempre preferibile scegliere, tra quelli a disposizione, l’ETF più grande. Un ETF di dimensioni importanti, non solo riuscirà a replicare meglio l’indice di riferimento, ma avrà anche dei costi inferiori rispetto agli ETF di dimensioni più modeste. Meno costi significano maggiore guadagno per noi.

4 Gestione dei dividendi

Gli ETF infatti possono scegliere se distribuire i dividendi agli investitori, oppure se reinvestirli automaticamente nell’acquisto di altre quote e crescere così di dimensioni. Abbiamo così un’ulteriore suddivisione tra gli ETF che si dividono nuovamente in ETF a distribuzione o ETF ad accumulazione. Dobbiamo quindi anzitutto scegliere quale dei due tipi di fondo fa maggiormente a caso nostro. Se abbiamo bisogno di entrate ricorrenti, allora opteremo per gli ETF a distribuzione, al contrario invece, se vogliamo che il nostro investimento cresca di valore nel corso degli anni, la scelta migliore è quella di affidarsi ad un ETF ad accumulazione.

5 Spese correnti

Le spese correnti non sono altro che tutte quelle commissioni che vanno a carico dell’investitore e che alla fine dei conti, vanno a causare la vera differenza tra il rendimento dell’indice ed il rendimento dell’ETF. Trovare il perfetto ETF, significa anche scegliere il fondo di investimento con le commissioni più basse in assoluto.

6 Il mercato di quotazione dell’ETF

È infatti molto importante capire su quale borsa viene quotato il nostro ETF. Comprare ad esempio sulla borsa Italiana avrà un costo, che potrebbe essere molto diverso rispetto al costo che andremo ad affrontare investendo sulla borsa Olandese. Prima di investire quindi, controlliamo tutti i costi di commissione e di gestione dei vari mercati e investiamo in base ad essi.

7 Il rischio liquidità

Quando si tratta di ETF, si sente parlare spesso del rischio liquidità ma cos’è veramente?

Il rischio liquidità si presenta quando un ETF viene scambiato poco nell’arco della giornata. Se infatti noi volessimo rivendere la quota del nostro fondo e questo fosse scarsamente scambiato, potremmo rischiare di non riuscire a compiere la vendita e quindi tenerci la nostra quota ti partecipazione. La mancanza della rivendita delle quote dell’ETF, comporta quindi che il nostro investimento non sia facilmente liquidabile (da qui, il nome: rischio liquidità). Controlliamo quindi sul nostro Broker o sul sito della nostra banca, il Volume degli scambi giornalieri. Se essi sono elevati nell’arco della giornata allora il nostro ETF sarebbe facilmente liquidabile nel caso volessimo interrompere l’investimento. Altra cosa di non poco conto, consiste nel fatto che se un fondo ha un basso scambio, lo Spread tra valore di acquisto e quello di vendita, potrebbe essere molto elevato. Ciò significa che, nel caso comprassimo un ETF poco liquido e lo volessimo rivendere immediatamente dopo, il prezzo di vendita sarebbe notevolmente più basso. Evitiamo assolutamente gli ETF poco liquidi.

8 La bontà della replica

Un’altro dei punti fondamentali da valutare in un ETF, è quanto esso sia in grado di replicare fedelmente l”indice di riferimento. Per fare questa analisi, ci viene in aiuto il KIID. Il KIID, ossia Key Information Document (la cui divulgazione è obbligatoria per legge), è un documento che sintetizza le informazioni più rilevanti riguardo ad un fondo di investimento. Attraverso il KIID infatti potremo confrontare il rendimento del nostro ETF con quello dell’indice di riferimento e capire se esso replica fedelmente l’indice oppure si discosta da esso. Affinché un ETF sia affidabile, esso deve replicare il più possibile l’indice, quindi se il suo rendimento si discosta troppo, sia in negativo che in positivo dall’indice, ci farà capire che tale ETF non è un buon fondo. Infatti anche se il suo rendimento fosse maggiore rispetto a quello del mercato di riferimento, significherebbe che il fondo di investimento, ha assunto rischi maggiori per raggiungere tale obiettivo e quindi con molta probabilità in futuro, potrà conseguire rendimenti anche negativi. Non facciamoci quindi abbagliare da rendimenti più alti rispetto a quelli dell’indice. Un buon ETF, deve seguire il mercato il più fedelmente possibile e discostarsi da esso soltanto di qualche decimo di punteggio percentuale.

Conclusioni

Dopo aver analizzato questi 8 punti fondamentali, siamo in grado di scegliere con maggiore facilità un buon ETF e soprattutto evitare i cattivi fondi di investimento salvaguardando i nostri risparmi e garantendoci dei buoni rendimenti futuri. Gli ETF sono ottimi strumenti, poco rischiosi e a bassi costi, per questo motivo vengono spesso utilizzati principalmente per la costruzione di PAC a lungo termine. Di ETF ve ne sono veramente un’infinità e con nomi molti simili. Per filtrare quelli più adatti a noi, vi consiglio di andare sul sito di JustETF che vi permetterà di filtrare tutti gli ETF scambiati sul mercato. Se utilizzerete gli 8 punti sopra citati, riuscirete ad ottenere ottimi risultati. Se inoltre volete ottenere una diversificazione ancora maggiore, non concentratevi sugli ETF che replicano indici come lo S&P500 ma scegliete ETF globali, in modo da minimizzare il rischio specifico.

Spero che l’articolo ti sia stato di aiuto e ti sia piaciuto. Se così fosse, fammelo sapere nei commenti in modo da farmelo sapere e aiutarmi a capire quali contenuti pubblicare sul mio blog. Se inoltre hai già comprato ETF o hai intenzione di farlo, ti invito a lasciare la tua opinione in modo da aiutare me e gli altri lettori ad eseguire analisi ancora più accurate.

Grazie per aver letto fino a questo punto e buona giornata!

Un pensiero su “Come scegliere l’ETF perfetto: gli 8 elementi da tenere a mente (guida)

  • 25/06/2020 in 21:11
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    In questo articolo vediamo gli 8 punti fondamentali da tenere a mente quando andiamo ad investire in ETF. Se anche te investi in ETF e vuoi condividere con me e gli altri lettori una tua esperienza, ti invito a lasciare un commento a riguardo. Inoltre se hai gradito il mio articolo e vuoi farmelo sapere, mi aiuteresti a capire meglio quali contenuti pubblicare sul blog. Grazie per aver letto fino a qui. Buona giornata!

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