Investire su Bondora, quante tasse vanno pagate?

Nei precedenti articoli abbiamo introdotto una forma di investimento molto profittevole, ovvero il P2P lending. Nello specifico, abbiamo fin’ora analizzato due piattaforme di P2P, una italiana Soisy, ed una estera, Bondora, che a mio parere rappresentano al momento, le migliori piattaforme di prestiti tra privati sul mercato del P2P lending.

Di seguito troverai i link ai miei precedenti articoli su queste due piattaforme in modo tale da approfondire meglio il loro funzionamento e le loro enormi potenzialità.

Chiarito che, il peso fiscale da pagare sugli interessi maturati attraverso le piattaforme di P2P italiane è stato decretato pari al 26% delle somme ricevute, per quanto riguarda le piattaforme di P2P estere, come ad esempio Bondora, rimangono molti dubbi e perplessità che cercheremo di chiarire meglio in questo articolo.

Tasse su Bondora, quando vanno pagate e a quanto ammontano?

Navigando sul web, si possono reperire numerose ma contrastanti informazioni riguardo il pagamento delle tasse sui redditi percepiti dai prestiti effettuati attraverso Bondora, quindi è doveroso inanzi tutto capire quando vanno effettivamente pagate queste tasse.

Da quanto si può evincere dall‘interpello n° 169 del 09/06/2020 dell’ Agenzia delle Entrate (al quale ti rimando attraverso questo link), le tasse sui proventi ricevuti dalle piattaforme di P2P estere e quindi che non fanno da sostituto di imposta, vanno pagate in qualsiasi caso, sia se questi redditi vengono ritirati dalla piattaforma sia che vengano lasciati su di essa. Dovremmo quindi compilare in fase di dichiarazione dei redditi, il quadro RL e pagare sugli interessi maturati, l’aliquota marginale Irpef che varia tra il 23% ed il 40% in base al reddito personale percepito (di seguito trovi la casella con i vari scaglioni Irpef).

Devo adempiere all’obbligo di monitoraggio anche sulle piccole somme?

L’obbligo di monitoraggio delle somme depositate all’estero, è sempre obbligatorio su tutte le somme depositate all’estero sia che si tratti di piccoli che di grandi capitali. In parole povere, lo Stato vuole sapere per quale scopo stiamo trasferendo i nostri soldi all’estero e in quale quantità per una questione di antiriciclaggio e di maggior controllo. Dobbiamo quindi segnalare allo stato, di possedere somme di denaro all’estero che “possono produrre” del reddito e lo facciamo attraverso il famoso quadro RW, nel quale indicheremo l’ammontare delle somme detenute a inizio e a fine anno e su queste dovremo pagare il 2 per mille di IVAFE.

Ricapitolando quindi:

  • le tasse sugli interessi maturati, vanno pagate sia nel caso in cui essi vengano ritirati dalla piattaforma, che nel caso in cui vengano lasciati su di essa;
  • su questi interessi va pagata l’aliquota marginale IRPEF attraverso il quadro RL ed in base allo scaglione di appartenenza del reddito;
  • Sulle somme depositate, abbiamo comunque l’obbligo di indicare quanti soldi possediamo all’estero, monitorandoli attraverso il quadro RW e su queste somme, pagare l’IVAFE pari al 2×1000.

È quindi impossibile stabilire con precisione quante tasse si debbano pagare sui redditi percepiti da piattaforme estere come Bondora, in quanto variano di caso in caso, ma abbiamo capito che esse vanno pagate solo nel caso in cui questi redditi vengono percepiti. Per facilitarci il compito, è possibile consultare il Report fiscale che Bondora mette a disposizione sul suo sito (come da immagine qua sotto). Consegnando il Report al nostro commercialista, non dovremmo preoccuparci di nient’altro, sarà lui quindi ad effettuare tutte le operazioni necessarie.

Conclusioni

Nonostante il periodo di crisi mondiale che abbiamo affrontato ad inizio marzo, Bondora ha dimostrato di essere una solida realtà, in grado di superare con ottimi risultati periodi di elevato stress. La piattaforma è molto intuitiva e semplice ed è possibile iniziare ad investire anche con piccoli capitali, ma sfruttando una grande diversificazione dell’investimento effettuata da prodotti come Go & Grow, per ridurre al minimo il rischio sul capitale. Inoltre i costi molto bassi delle commissioni, la grande liquidità dei fondi e la semplicità d’utilizzo la rendono perfetta per gli investitori con poca esperienza o poco tempo a disposizione in quanto offre loro un buon rendimento a rischi “relativamente” bassi e sfruttando a piene le enormi potenzialità dell’interesse composto, grazie al quale anche una piccola somma mensile come 50€, nel lungo termine può generare un interessante rendimento. Se sei interessato a capire meglio come funziona l’interesse composto ti rimando a questo mio articolo nel quale ne discutiamo più nel dettaglio.

Infine, se sei interessato ad investire su Bondora, se ti iscriverai attraverso questo link, riceverai 5€ di bonus di benvenuto per iniziare ad investire da subito. Si tratta di un link affiliato, quindi lo stesso bonus lo riceverò io. Se deciderai di iscriverti attraverso di esso, ti ringrazio di cuore in quanto è molto importante per la crescita ed il mantenimento di questo blog.

Come sempre, ti ringrazio per aver letto fino a questo punto e ti auguro una buona giornata. A presto in un nuovo articolo.

3 pensieri riguardo “Investire su Bondora, quante tasse vanno pagate?

  • 08/09/2020 in 21:20
    Permalink

    In questo articolo, vi riassumo quello che sono riuscito a reperire riguardo il pagamento delle tasse sulle piattaforme di P2P lending estere. Se hai qualche domanda o dubbio oppure se ti è piaciuto il mio articolo, ti invito a lasciare un commento qui sotto in modo da farmelo sapere. Grazie per aver letto fino a qui

    Rispondi
  • 17/09/2020 in 10:02
    Permalink

    Hello!

    My name is Renato Cassinelli, head of PR at Nibble finance.

    We would like to collaborate with you but I cannot find any contact to be able to explain you better. If you would be so kind as to give me an email, we could talk.

    Thank you!

    Rispondi

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