Il mio Piano di Accumulo da 36’000€

Dopo molti mesi di riflessione, vissuti con l’indecisione se aprire o meno un piano di accumulo in totale autonomia e senza l’aiuto di un consulente finanziario, o quello di un istituto bancario, oggi vi voglio parlare di come ho deciso di strutturare il mio PAC e per quali motivi ho effettuato queste decisioni.

Premetto che ogni investimento va fatto con la completa consapevolezza delle nostre azioni e che di esso, gli unici responsabili siamo noi. Non voglio quindi spingere nessuno a copiare le mie idee o ad imitarle, ma voglio soltanto riportarvi il mio ragionamento e creare un dialogo costruttivo con voi. Questo è anche dovuto al fatto che molto probabilmente nel corso del tempo, dovrò ribilanciare la sua composizione, magari andando ad aggiungere o a sostituire gli strumenti al suo interno, con altri prodotti simili. Pertanto questa che vi vado ad indicare è la soluzione che ho trovato più congeniale per il mio obiettivo ed il mio grado di rischio e non va presa come esempio definitivo in quanto ognuno di noi ha obiettivi e situazioni finanziarie diverse.

Fatta questa doverosa premessa, andiamo adesso a capire meglio quali sono stati i miei ragionamenti e del perché ho effettuato queste determinate scelte. Prima di tutto però, cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta un PAC.

Cosa è un Piano di Accumulo Capitale(PAC)

Un piano di accumulo, non è altro che una modalità di investimento, che viene svolta andando ad investire attraverso i fondi comuni di investimento, una determinata somma di denaro ad intervalli di tempo regolari e costanti. Poiché il capitale viene versato e quindi accumulato in un arco di tempo piuttosto lungo e con cadenze regolari di tempo, viene appunto definito Piano di accumulo.

Come ho strutturato il mio PAC

Come qualsiasi investimento, prima di prendere qualsiasi decisione, dobbiamo pianificare e stabilire quali siano gli obiettivi che vogliamo raggiungere, in quale arco temporale, con quale cadenza e con quale entità effettuare il nostro investimento. Personalmente quindi, ho deciso di fare questo tipo di operazione, per riuscire a partecipare ad i rendimenti del mercato, e quindi far fruttare i miei soldi di un 4% annuo netto circa, investendo nell’azionario globale. Per questo motivo, ho deciso di investire 300 € al mese per un arco di tempo pari a 10 anni. Nel settembre del 2030 infatti, prevedo di disinvestire tutto il capitale, o per lo meno una buona parte di esso, per orientarmi verso nuovi strumenti, più ideali per la mia futura situazione finanziaria.

Il mio piano di accumulo sarà quindi formato da due ETF che hanno come Benchmark, l’indice MSCI. Il primo ETF, ovvero quello più corposo, andrà ad investire sui mercati sviluppati, mentre il secondo, quello più piccolo, sarà destinato a quella fetta composta dai mercati emergenti. In questo modo, dovrei ottenere una buona diversificazione a livello globale e comunque, avere al contempo una buona esposizione ai mercati emergenti che potrebbero quindi da qui a breve, crescere in modo rapido e ottenere grazie ad essi un buon rendimento. Di sotto, potete trovare una scheda riassuntiva dei due ETF che ho deciso di utilizzare.

Qui sotto invece potete vedere come viene diversificato il mio piano di accumulo sia in base alle nazionalità

Ed ai settori di investimento

400

Perché ho deciso di utilizzare questi due ETF

La scelta è ricaduta su questi due fondi, principalmente per una questione di costi. Andando sul sito JustETF infatti e inserendo i miei parametri di ricerca, sono giunto alla scrematura di molti ETF, tra i rimanenti, due di essi, ovvero quelli che ho scelto, sono acquistabili su Degiro a commissioni gratuite e quindi mi permettono di sfruttare quasi a pieno l’interesse composto dato dal loro rendimento. L’unico costo che dovrò andare a pagare, è appunto dovuto dal TER (Totale expens ratio), ovvero le spese per la gestione dello strumento, e 2,50 € richiesti da Degiro per connettersi alla borsa Euronext di Amsterdam all’anno. Inoltre, costruendo un piano di accumulo in completa autonomia, non solo non dovrò pagare alte commissioni per investire i miei soldi nei fondi di investimento e quindi ottenere il massimo rendimento possibile, ma soprattutto, sono libero dai vincoli degli istituti finanziari, il ché significa che nel caso volessi disinvestire il mio capitale anticipatamente, sarei libero di farlo senza incorrere in penali ed in qualsiasi momento.

Conclusioni

Come già anticipato nella premessa, questo è il mio piano di accumulo che ho studiato e pianificato per un orizzonte temporale di 10 anni. Non è detto però che rimanga invariato per tutto questo arco temporale, ma potrà subire delle modifiche, qualora dovessero insorgere motivazioni che mi possano spingere a cambiare la sua composizione e/o la frequenza dei versamenti o la somma da investire ad ogni acquisto di nuove quote. Quello che ho intenzione di fare, è l’intento di costruire un cardine del mio portafoglio di investimento ed intorno ad esso, andare ad aggiungere azioni di società che magari sono sottovalutate e quindi possano rivelarsi buone occasioni di investimento.

E voi avete già iniziato un PAC o avete intenzione di aprirlo? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti in modo da creare una conversazione costruttiva. Come sempre vi ringrazio per aver letto fino a qui e vi auguro una buona giornata.

4 pensieri riguardo “Il mio Piano di Accumulo da 36’000€

  • 15/10/2020 in 17:46
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    E voi avete già iniziato un PAC o avete intenzione di aprirlo? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti

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  • 10/05/2021 in 05:53
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    Articolo interessante, perchè non hai scelto s&p500 che dicono tutti il piu’ “sicuro” è costante,
    sto nella tua stessa fase, cioè nel prendere informazioni per capire la scelta migliore…

    Leggo molti che dicono riesco a tenere il 7% o 8% netto con ETF, a te risulta ?

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    • 11/05/2021 in 20:25
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      Ciao Andrea,
      Ho scelto MSCI World in quanto mi volevo esporre sul mercato a livello globale. Lo S&P500 riguarda esclusivamente il mercato statunitense e quindi a mio parere, poteva significare un’eccessiva esposizione ad il rischio specifico legato agli Stati Uniti. Ciò non toglie che l’ S&P500, sia un ottimo ETF e che riesca mediamente a raggiungere i rendimenti che hai indicato anche te (7-8% annuali). Personalmente, preferisco limitare i rischi e diversificare il più possibile, ognuno poi deve valutare bene i propri obiettivi di investimento e scegliere il giusto ETF.

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      • 27/05/2021 in 14:08
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        Ciao Daniele, sto pensando di fare un Pac molto simile al tuo. Ho selezionato lo stesso ETF per il mercato emergente. Per quello Globale sono indeciso tra IShares core MSCI World UCITS ETF Usd (acc) e LYXOR core Msci World (Dr) UCITS ETF-acc. Sarei più propenso al lyxor perché costa meno e posso prendere più quote. E con versamenti trimestrali abbatterei i costi di transazione. Non avendo nessuna esperienza sto cercando di capire poi come gestire questo portafoglio. Da quello che ho capito man mano che aumenta il capitale dovrei acquistare sempre in percentuali maggiori uno o più ETF obbligazionari per ridurre il rischio, è giusto?

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