Tassazione sui dividendi: come avviene ed è possibile evitarla?

Nello scorso articolo: “Vivere di rendita con i dividendi”, abbiamo visto quali sono i tre principali fattori da tenere a mente quando si va alla ricerca di azioni che staccano alti dividendi, in modo da selezionare soltanto le aziende che stanno facendo bene sul mercato e che sono in buona salute finanziaria.

In questo articolo invece, andiamo a vedere come viene applicata la tassazione sui dividendi e andiamo a vedere come in alcuni casi, ricevere il dividendo, non sia sempre la migliore soluzione fiscale e come vendere l’azione prima dello stacco del dividendo, ci può permettere di non pagare le tasse sui profitti generati.

Come avviene lo stacco del dividendo

Possedere un’azione, ci da il diritto a partecipare agli utili che tale azienda è riuscita a ricavare nel corso dell’anno precedente, ricevendo una piccola parte di essi sotto forma di dividendi. Chiunque possegga un azione di una società distribuente entro una certa data, chiamata Data ex dividendo, riceverà quindi sul proprio conto, i dividendi stabiliti dalla stessa società per quell’anno di riferimento.

I dividendi così ottenuti, faranno parte della categoria dei rendimenti da capitale, il che significa che non possono essere utilizzati per compensare delle minusvalenze e devono subire una tassazione che in Italia corrisponde al 26% per i dividendi ricevuti da titoli italiani, che tra l’altro, fanno anche da sostituto di imposta, quindi l’importo viene trattenuto alla fonte. Se però dovessimo avere per esempio dei titoli statunitensi, su di essi, dovremmo sostenere una doppia tassazione. Essi infatti verrebbero tassati al 15 % alla fonte (previa compilazione del modulo W8-BEN, altrimenti sarebbero pari al 30 %), e in seguito anche in Italia al 26 %. Se per esempio dovessimo ricevere 1’000 $ di dividendi americani, dovremmo pagare agli Stati Uniti il 15 %, ritrovandoci con 850 $, e sulla rimanenza, subire un ‘ulteriore tassazione del 26 %, ritrovandoci con un netto di 629 $. La tassazione totale sarebbe quindi molto vicina al 40 %.

Ricevere il dividendo è quindi una buona soluzione?

Effettivamente vi è una soluzione fiscalmente migliore che può evitare di pagare le tasse sulle plusvalenze generate e che sfrutta appunto lo stacco dei dividendi. Facciamo quindi un esempio pratico

Supponiamo che io abbia in portafoglio, 500 azioni di un’azienda sulla quale sto guadagnando 1’000 €. Questa azienda stacca per ogni azione posseduta, un dividendo di 2 €, il che mi da diritto a ricevere 1’000 € di capitale sotto forma di dividendi che tassati al 26 %, mi daranno un netto di 740€.

Qualora dovessi avere 1’000 o più euro di minusvalenze arretrate da compensare, sarebbe per me molto più conveniente, vendere il titolo il giorno prima dello stacco del dividendo e con i 1’000 € di plusvalenza ricevuti, andare a compensare le minusvalenze pregresse. In questo modo non andrei a pagare nulla in tasse e riceverei i miei 1’000 € per intero, poiché conteggiati come “Reddito diverso di natura finanziaria”. Inoltre il giorno stesso dello stacco, potrei riacquistare il titolo ad un prezzo più basso, in quanto il valore dell’azienda, sarà sceso in base al dividendo distribuito e ciò mi permetterebbe di acquistare più quote della stessa azienda, con lo stesso capitale (ovviamente vi possono anche essere delle eccezioni, nelle quali il titolo, il giorno dello stacco sale di prezzo, ma generalmente, sono rare occasioni).

Riassumendo

Diventa quindi conveniente per l’investitore, ricevere i dividendi, qualora:

– L’investitore non dovesse avere minusvalenze da compensare. In questo caso, non vi sarebbe nessun vantaggio fiscale e quindi nessuna rilevante differenza tra incassare il dividendo o generare profitto con la vendita delle azioni.

– Il prezzo medio di carico (PMC), è maggiore rispetto alle quotazioni attuali. Vendere le azioni, comporterebbe per noi, un’ulteriore generazione di minusvalenze.

É invece conveniente vendere le azioni nel caso in cui l’investitore abbia nel proprio bagaglio, minusvalenze da compensare.

In tal modo è possibile infatti recuperare le perdite effettuate fino ai 5 anni precedenti, ma solo se il prezzo medio di carico, sia inferiore rispetto al prezzo di vendita.

Conclusioni

Ricevere il dividendo dei titoli azionari, è un ottimo modo per generare entrate passive ricorrenti e crearci un rendita, più o meno grande nel corso del tempo. Non sempre però è conveniente ricevere il dividendo, ma spesso, in termini di benefici fiscali, vendere il titolo e generare redditi in grado di compensare le minusvalenze accumulate nel corso degli anni, rappresenta una strategia più profittevole sotto diversi punti di vista.

E voi usate già a vostro vantaggio questo principio? Fatemelo sapere con un commento qui sotto.

Come sempre vi ringrazio per aver letto fino a questo punto e vi auguro una buona giornata!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *